La Storia - I Ragazzi del Columbus

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La Storia

andrea castagnini

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I ragazzi del Columbus nacquero verso la metà degli anni 70 Quando in riviera Romagnola sorse un locale che avrebbe per sempre cambiato il modo di ascoltare e ballare la musica nelle discoteche. Un ciclone  che cambiò radicalmente il modo di vivere dei giovani e che secondo me non poteva essere solo classificato come  una moda. Fu la Baia che aprì la strada al fiorire di tante discoteche in quel periodo. Chicago, New York, Cosmic, Typhoon, Arena Disco e tantissime altre dove la musica non solo funky finì per essere la regina di questi luoghi che sarebbero divenuti famosissimi tra i ragazzi. Ma cosa era  il columbus? :
i ragazzi del columbus
La vacanza per me, per noi bolognesi, per molti ragazzi e ragazze dai capelli lunghi che frequentavano il giro delle Disco Afro, era definita fondamentalmente da quei quattro luoghi geografici, di cui il Columbus, ovvero “Piazzale Roma”, era il più evocativo, dove io e agli altri avremmo passato quasi tutto il tempo delle vacanze. Il Columbus era di fatto uno spiazzo di asfalto adibito a parcheggio, che incoronava la fine di viale Ceccarini dal lato del mare, e questo spazio quasi circolare era delimitato ai suoi poli da due bar famosi, il Columbus, appunto, e il Sombrero. I bar erano uniti da un basso muretto di contenimento in cemento, di forma semicircolare, che separava idealmente l’ampia spiaggia libera, dalla sabbia color ocra, dal largo marciapiede della camminata sul lungomare.
  
baiosi
  
"  Il Columbus era così diventato idealmente il punto di ritrovo di tutti quelli che, come me, portavano i capelli lunghi. Noi ragazzi che lo frequentavamo eravamo di fatto quella generazione erede di coloro, poco più vecchi di noi, che erano stati alla Baia degli Angeli. Eravamo quelli che si facevano sostanze “strane” e che per questo motivo eravamo additati come “drogati”. Noi, i disadattati, i diversi, i fuori di testa. Noi, che venivamo chiamati capelloni, fricchettoni, chinghios, baiosi e in altri singolari modi dai cosiddetti “regolari”.
In realtà eravamo una compagine chiassosa e coloratissima ricca di esaltanti e magnifiche diversità, sospesa a metà tra l’essere una vera e propria tribù e ragazzi come tutti gli altri. In ogni caso da “baioso”, se andavi al mare in Riviera in vacanza ad agosto, dovevi andare a Riccione, e se eri a Riccione ti ritrovavi per forza al Columbus, perché era importante esserci; esserci e basta." ( dai I ragazzi del Columbus).

Andrea Castagnini
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